OBBIETTIVI DEL PROGETTO
L’obbiettivo principale del sistema Crocus è quello di dotare scuole, centri culturali e biblioteche frequentate da allievi d’origine linguistica minoritaria di strumenti per favorire il successo scolastico di tutti, diffondere il plurilinguismo e metodologie interculturali.
 
Si stanno inoltre verificando le possibilità a livello internazionale di collegare le scuole italiane a scuole di altri Paesi interessati alla mobilità degli studenti d’origine straniera, analogamente a quanto già testato con le scuole albanesi.
 
Per tutti gli allievi delle scuole, indipendentemente dall’origine, Crocus si propone l’obiettivo di contribuire a diffondere i valori dell’interculturalità, della parità di diritti e di opportunità, dell’antirazzismo.  
 
Le nuove tecnologie, che rischiano di diventare nuove frontiere di discriminazione sociale, possono invece essere usate come strumento per facilitare l’accesso al mondo della scuola anche da parte di chi ha minori opportunità e per diffondere saperi tradizionali di minoranze che hanno difficile accesso ai mass media e ai circuiti distributivi di materiali didattici e informativi.
 
Crocus intende compiere un passo sulla strada verso le pari opportunità di successo scolastico per tutti, indipendentemente dall’origine e verso la valorizzazione di tutte le culture e le lingue minoritarie rispetto a quelle europee.
 
Le soluzioni sperimentate in Europa sono molte: alcuni paesi europei, come Inghilterra, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Germania, hanno una storia piuttosto lunga di integrazione di allievi migranti nei loro sistemi educativi nazionali. Altri, come l’Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia, hanno una storia più breve di cambiamenti legati ai processi migratori. E’ importante uno scambio continuo di esperienze a livello europeo perché le metodologie d’inserimento sperimentate con succoso vengano divulgate e quelle che hanno mostrato debolezze e limiti, possano essere conosciute per evitare di fare tutti gli stessi errori. In generale i processi migratori e di riunione familiare a livello europeo sono in una fase di crescita e sembra importante un collegamento fra tutti coloro che lavorano nel settore educativo.
Naturalmente, non sorprende che la discussione sulle metodologie interculturali e sull’accesso alla scuola degli allievi di origine minoritaria si sia evoluta in modo diverso nelle varie zone dell’unione Europea, né che si modifichi nel tempo. Molti modelli vedono nello sviluppo delle capacità individuali di questi allievi nel raggiungere gli standard nazionali le loro possibilità di successo scolastico. Altri partono dal principio che questi standard non necessariamente sono migliori di altri, semplicemente sono l’espressione di una determinata cultura e pertanto cercano di utilizzare le nuove opportunità offerte da questi allievi per favorire un decentramento dei punti di vista e diffondere nuove lingue e valori culturali. 
 
Le politiche dell’Unione Europea promuovono questo concetto di inclusione sociale e di anti-discriminazione, ma le pari opportunità di successo scolastico sono ancora un sogno per molti allievi d’origine minoritaria nei vari paesi europei.
Flessibilità, attenzione individualizzata, innovazione tecnologica e didattica sono alcune delle parole chiave di un processo di diffusione dei principi interculturali che aiuti tutti i ragazzi ad inserirsi un domani in una società sempre più multiculturale.
 
I sistemi educativi basati sull’assunto che gli allievi d’origine minoritaria devono essere messi in grado il più in fretta possibile di raggiungere gli standard dei vari paesi hanno dimostrato scarsi successi. E’ evidente che il successo scolastico non è determinato solo dalle capacità individuali, ma anche da un sentirsi a proprio agio, motivati, e riconosciuti culturalmente.
 
Dal 1990 il Cospe ha sviluppato materiali didattici per le classi multiculturali e plurilingui: questi materiali hanno in comune il fatto che il successo scolastico si deve basare sul riconoscimento delle abilità e delle conoscenze acquisite anche prima di arrivare nella nuova scuola frequentata. Ciò implica riconoscere i background culturali e individuali, così come i percorsi scolastici seguiti e le esperienze fatte. Inoltre, l’apprendimento di una seconda o terza lingua è visto in collegamento al mantenimento della lingua madre, nell’interazione con i pari nelle classi e, quando necessario, con supporti in piccoli gruppi o individuali.  I progressi della tecnologia favoriscono questi processi: l’apprendimento a distanza, via Internet e satellite, come Crocus, possono fornire a scuole, insegnanti e allievi il supporto necessario ad offrire contenuti che rispondono alle necessità individuali e collettive. Allo stesso tempo, questi sistemi permettono di garantire una continuità didattica per gli allievi che a causa dei percorsi migratori cambiano scuola e paese una o più volte durante la loro scolarizzazione.